Vita Indipendente

L’Ambito N17, accogliendo le linee guida ministeriali ex D.D. n. 182/2014, ha sviluppato un progetto di "Vita indipendente", come di seguito descritto nella scheda, approvato e finanziato successivamente con decreto del Ministero delle Politiche Sociale n. 289/2014. Le risorse destinate alla realizzazione del progetto sono pari a 80.000,00 euro e prevedono una compartecipazione di 20.000,00 euro del FUA.

La finalità complessiva dei PRO.V.I. (Progetto Vita Indipendente) è quella di sostenere la "Vita Indipendente", cioè la possibilità, per una persona adulta con disabilità grave, di autodeterminarsi e di poter vivere come chiunque avendo la capacità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività di propria scelta. Ciò che differenzia l'intervento di Vita Indipendente da altre azioni è il ruolo svolto dalla persona con disabilità che abbandona la posizione di "oggetto di cura" per diventare "soggetto attivo" che si autodetermina. Questo obiettivo presuppone l'esistenza di un progetto globale di vita, con il quale, alla persona con disabilità, viene assicurata la possibilità di determinare, anche in collaborazione con il sistema dei servizi e sulla base della valutazione sociale.

Sono progetti nei quali la persona con disabilità propone e gestisce il proprio piano personalizzato di assistenza, al fine di conseguire obiettivi di Vita Indipendente, parità di opportunità ed integrazione sociale. Sulla base del numero di ore di assistenza personale assegnate, vengono programmate azioni da parte della persona con disabilità e assunte persone con regolari contratti di lavoro per svolgerle. Dette azioni possono riguardare tutti gli ambiti della vita della persona come ad esempio:

  • la cura della persona: alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare, ecc.;
  • l’ambito domestico: la casa, le spese, la preparazione dei pasti, i vestiti, il riordino di oggetti, libri, documenti, ausili, ecc.;
  • attività in casa e fuori casa, commissioni, mobilità, ecc.;
  • spostamenti, uscite, viaggi, con il conseguente superamento dei limiti geografici dell’area di residenza della persona con disabilità;
  • l’ambito lavorativo, di studio, universitario; socializzazione, sport, tempo libero, ecc

Protocollo d'Intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Campania, decreto 123 del 30/12/2014